TEAL | 2013

Sarebbe dovuta essere una di quelle normali giornate di lavoro in cui ti svegli, fai colazione, prendi l’auto, cerchi di stare sveglio alla guida e arrivi in Studio. Solita routine insomma, se non che a metà tragitto qualcosa mi sveglia improvvisamente. Una chiamata da Londra. Mi chiamano per una collaborazione; la settimana prossima. Bene.

Hania Farrell ( fotografa, artista e interior designer) ha deciso di fare la sua prima personale fotografica e chiede il mio aiuto nell’allestimento e nella comunicazione della mostra. Resto sbalordito. Accetto.

Arrivato a Londra, non c’è alcun dubbio, Hania è una persona fantastica, solare e positiva – proprio come i suoi lavori. Di origini libanesi non può che essere tale.
Nonostante il passato tempestoso inciso nella storia del Libano, la sua patria resta un pilastro portante. Dai suoi racconti si deduce la vera anima del popolo Libanese.

Mi racconta della loro positività, dei bombardamenti e dei giovani che per evitarli andavano sulle spiagge di Beirut e sulla sua famosa Corniche per tuffarsi nelle splendide acque del Mediterraneo per sfuggire, anche solo per la durata di un tuffo, per un momento di sana allegria, da quella realtà che suonava discordante con i loro stati d’animo. Sono proprio questi bagni purificatori, positivi, virili, carichi di una grande forza di spirito che ci hanno spinto a realizzare un’intera mostra … ma che dico mostra! Un vero e proprio progetto espositivo dedicato al Libano, alla sua gente e specialmente alla Positività. ( che di questi tempi è necessaria).

invitation

TEAL è il nome del progetto che rappresenta la vera fusione tra la terra e il mare, il verde e il blu si fondono in un unico colore azzurro verdastro ( Teal appunto in inglese) che unisce gli elementi terreni, l’uomo, con quelli dell’acqua, il nutrimento la purificazione.

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Boys will be Boys I – © Hania Farrell, 2013

Un tuffo verso il coraggio, la forza di trattenere il fiato finché non sei riemerso e la ventata di aria fresca mentre ti lanci in un’avventura che lava via ogni pensiero negativo, ogni tristezza.

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Grandi finestre bianche, mattoni e cancellate smaltate di nero. Il tipico paesaggio londinese. Una casa di tre piani in Chelsea totalmente a nostra disposizione per la mostra. Let’s start.

ARTICOLO_II_ (1)

I lavori in corso sono iniziati, si cominciano a vedere i primi corniciai e si sentono le telefonate con gli stampatori. Hania parla in francese con gli addetti Barrisol dall’altra parte della Manica mentre in libanese comunica con l’idraulico addetto agli impianti delle installazioni e in inglese discutiamo con il nostro tuttofare portoghese – Germano.

ARTICOLO_II_ (3)

Sono settimane non stop per la buona riuscita di questo emozionante progetto. Vogliamo che ci sia una forte stimolazione sensoriale, che non includa solo la vista ma che giochi con i suoni degli ambienti naturali libanesi e con il sovrastare del mare e della luce sui visitatori.

Come la scala centrale che accompagna le persone attraverso l’esposizione il viaggio sensoriale è in continua salita fino all’ “Apogée” © Hania Farrell, 2011.

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Seduto sul secondo piano del bus che mi porta al lavoro penso a come iniziare il terzo articolo sulla mia esperienza londinese e qualcosa mi distrae. Una bottiglia vuota di birra rotola sul pavimento mentre dal finestrino vedo le acque del Tamigi in movimento. La Bottiglia rotola. Fa rumore. Rotola a destra e a sinistra. Il suono inizia a fondersi con il fluttuare della bottiglia che sembra galleggiare in un mare pacifico … leggermente mosso… è la mia fermata. Scendo.

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Sono in studio e siamo agli sgoccioli. Ormai è questione di giorni la mostra sarà il 13. Mercoledì. Le stampe sono pronte, belle e incorniciate. Giovani ragazzi che giocano e sfidano l’acqua. Qualcosa cerca di fermarli, ma non può.

ARTICOLO III - (1)

Azzurri e verdi contrastano con i colori caldi delle coste. Un Bianco candido sovrasta le stanze della casa, mentre i proiettori ventilano durante i test e Germano brontola. Eh.

Riflessi, suoni e schiume bianche ci circondano mentre in lontananza grilli e cascate emergono dal buio della foresta tra le montagne Libanesi. Qualcosa suggerisce che da ogni angolo si può estrapolare un concetto. Positivo.

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Il vento soffia fortissimo a Pimlico e io cammino verso il lavoro. Soffia in direzione opposta alla mia. Mi soffoca. Il rumore nelle orecchie è sempre più forte mentre cerco di tenermi stretti sciarpa e ombrello. Ma siamo alla fine e tutto è pronto. Le fotografie sono appese, le pareti dipinte e le installazioni accese.

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E’ il 13 Novembre e le stanze della mostra sono colme di gente. L’inaugurazione è carica di sorrisi, stupori e complimenti. Tutt’intorno i bambini si tuffano e nuotano.

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TEAL si sviluppa in ascesa. All’entrata svetta sulla parete principale un wallpaper di tre metri che racchiude in se tutto il significato del progetto. Il suo nome è “Free Will” e si trova proprio ai piedi delle scale. Apre e chiude il percorso. Scattato in Beirut sulla Corniche che dà sul Mar Mediterrano questo frangente di vita immortala due giovani in piedi su una struttura in metallo ricoperta di filo spinato a picco sul mare. Uno si lancia e l’altro è in procinto di farlo. Non gli importa degli ostacoli, lo fanno perché è quello che vogliono.

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Ho già accennato alla situazione libanese, dei loro trascorsi e delle incertezze che hanno tuttora. Il secondo pezzo che accompagna il visitatore è la fotografia di una grande nave abbandonata. Immobile e arrugginita nel bel mezzo del mare … ricorda una nave da guerra. Nera. Ora non inquieta più nessuno. Logorata dalla salsedine e dalle onde che la trapassano è intitolata “ I like it here” e li deve restare.

5-I Like it Here - 150 x 100 - 2009 6-boat

Si passa nella prima stanza e tutto intorno ci sono bambini che dalle rocce si lanciano giocosi nel mare, vogliono solo divertirsi. Virili e innocenti sono accompagnati dalla purezza delle pareti bianche che circondano la stanza.

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La seconda stanza è immersa nelle montagne del Libano e dal buio del bosco si scorgono acque verdi e suoni di cascate e grilli, mentre un giovane emerge dalle acque dopo un tuffo purificatore dall’alto di una cascata – “Emerge”. Si lava il viso con una mano e proprio nel momento in cui si copre gli occhi viene immortalato. Copre la vista, copre la realtà. Noi con lui, guardando attraverso il foro in una porta, veniamo trasportati in un’altra realtà – “Another Realm” – dove una cascata continua a sgorgare tra gli alberi. Sicura e candida.

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Terza stanza. Buia. L’unica fonte di luce sono le proiezioni del mare in tempesta in inverno che la inondano. Blu e schiuma bianca sono tutto ciò che si può vedere. Invadono il tuo spazio vitale fino a coprire il pavimento. Le Onde si ritirano e ti avvolgono. “N°33 54′ – E35° 28′”.

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Al piano superiore una vasca. Un gruppo di  bambini di ogni età si tuffa a pioggia, in diverse posizioni. Un insieme di giocosità e leggerezza. I loro riflessi si sfumano in diversi colori nell’aria – “Playful Refelctions”.

Nel frattempo nell’altra stanza tre bambini sono sott’acqua in una grande piscina. Un trompe-l’œil retroilluminato. Non sono spaventati. Stanno emergendo con serenità. I pollici all’insù di uno dei bambini rassicura il visitatore. Tutto andrà bene.

12 -swimmingpool

L’ultima stanza include le fotografie di due grandi chiaviche posizionate tra le altezze del Libano. Esse sono la fonte dell’acqua potabile di quella terra. Sono indispensabili per la sussistenza e la crescita. Senza di essa i giovani non avrebbero la possibilità di crescere … I “Cogs” portano acqua all’esibizione.

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Crescere significa continuare, migliorare, affrontare le paure e sconfiggere il passato. E’ il simbolo per antonomasia dell’albero – “Tree” –  che chiude la mostra e la osserva dall’alto in continua ascesa …

14 - cupola

the end.

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